Hai il cliente a portata di scontrino…pensaci! (1)

Dopo il clamore su Amazon Go (ti segnalo il mio post su Linkedin dove trovi tutto), è spuntata la vicenda del negozio innovativo di Zara a Londra, quello dove non ci sono casse, camerini e gli articoli non si possono provare.

Eh, mi dirai…e a che BIP serve questo negozio se non posso provare l’abito e manco posso comprarlo?! Riporto da Economy Up (qui il link all’articolo completo) un estratto:

 

“Gli abiti si possono guardare ma non provare, un sistema RFID mostra al cliente i dettagli del capo, gli acquisti avvengono in loco ma solo online: così è stato allestito il nuovo negozio del brand d’abbigliamento nella capitale inglese. E presto arriveranno anche smart mirror, schermi interattivi e un magazzino robotizzato”

Va precisato che è un temporary store, resterà aperto sino a maggio 2018 per lasciare poi spazio al negozio tradizionale ma ristrutturato. Intanto, testano la risposta dei consumatori alla tecnologia ormai sempre più nelle nostre vite e come questa può aiutare il “movimentato” mondo del retail. Infatti, il boss di Zara così parla a proposito del nuovo store che riaprirà al posto di quello super tecnologico:

trasformerà la shopping experience dei nostri clienti

Insomma, il mondo del retail e della Gdo sono a un punto di svolta e colossi come Amazon stanno dando la “sveglia”, specie quando decidono di aprire punti fisici diretti o di comprare intere catene Gdo (vedi Whole Foods) mentre le catene tradizionali ancora faticano a capire cosa fare solo in quello fisico…

Dal fermento del mondo on line che fa capolino in quello off line bisogna prendere spunto e anche abbastanza velocemente.

Altro spunto, viene da un nuovo modello di business che si chiama guideshop, trovate tutti i dettagli qui. Alcune aziende on line hanno prima aperto dei negozi fisici classici e poi hanno cominciato con questi guideshop. Lo scopo è far convergere on e off line ma in modo davvero sinergico.

La cosa che mi ha colpito leggendo l’articolo e che mi ha fatto venire in testa te, esercente o titolare di supermercato che mi stai leggendo, è questo:

“…il marchio di abbigliamento maschile Bonobos, nato nel 2007 sul web. Dopo l’apertura di punti di vendita fisici, l’anno scorso ha lanciato più di 20 guideshop in tutta l’America. Il suo fondatore Andy Dunn, paladino di internet e dell’e-commerce, ha rivelato che gli investimenti fatti nel mattone stanno dando i frutti sperati: La transazione media sul nostro e-store è più che raddoppiata e i nostri clienti tornano a comprare dopo 58 giorni, rispetto agli 85 giorni di quando eravamo solo online

Sì, ho pensato a te, caro esercente di negozio off line perchè sono certo che non ti poni mai questa domanda:

Quale frequenza di visita ha il mio cliente nella mia attività?

Devi sempre tenere a mente che lo sbarco del mondo on line su quello fisico ha una sua logica, loro sanno che avere un presidio fisico comporta almeno due vantaggi incredibili

  1. avere il cliente “lì e ora” che se servito bene, se si sentirà a suo agio e troverà convenienza (non esclusivamente economica, attenzione) insomma se troverà la “shopping experience” migliore, comprerà o spenderà
  2. meno probabilità rispetto all’esperienza on line che il cliente “abbandoni il carrello”

“Abbandono del carrello” tradotto nel punto vendita fisico –>> non uscirà dal tuo negozio senza aver prima comprato!

E poi quel cliente va fidelizzato, va incentivato a ritornare. Per fare questo devi, però, dotarti di due cose:

  • strumenti adeguati (lo sviluppo del mondo digitale e dello SMARTPHONE possono metterti a disposizione)
  • capacità di leggere “i dati” e impostare le strategie giuste per il tuo negozio

Gli strumenti ci sono, se c’è la volontà di fare e non sei uno che sa solo dire “colpa di Amazon”, “colpa delle catene”…allora attivati!

…continua, resta connesso 😉

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